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Il nuovo proclama di Gucci: Brutto è Bello

Stravolgere il concetto di bellezza sdoganando una dentatura imperfetta, l’esibizione dei peli, sopracciglia non curate, i brufoli e la diversità.

Ancora una volta la campagna di Gucci Beauty è diventata virale sul web grazie alla scelta di Alessandro Michele, convinto che anche il concetto di estetica vada totalmente ripensato.

E’ un fatto che l’elogio dell’imperfezione lanciato dal designer sia un pugno nello stomaco in un mondo tradizionalmente patinato ed è comprensibile che abbia suscitato una marea di commenti assolutamente opposti tra denigratori ed estimatori.

Di certo se si paragona la bellezza statuaria di una diva come Charlize Theron vestita d’oro che attraversa le sale della regia di Versailles o si immerge nelle acque scintillanti per pubblicizzare il profumo J’adore il contrasto è assoluto.

E sorge spontanea una domanda la moda deve evocare un sogno irraggiungibile o una normalità al limite dello sciatto e non curato? Dobbiamo spingere i giovani a disertare il dentista, l’estetista e il rasoio perché è un segno di rottura o dobbiamo aspirare ad una normalità più tradizionale?

Il buon senso inviterebbe a scegliere una terza via, quella della normalità che non significa puntare su una bellezza irraggiungibile e irreale ma sull’accettazione di quello che siamo.

Una grande attrice come Anna Magnani diceva: ”non toglietemi le rughe ci ho messo una vita a farmele venire” e, probabilmente, su questo dovrebbero riflettere le tante ragazze che ricorrono precocemente alla chirurgia plastica per ritoccare labbra, zigomi e glutei, ultimo trend lanciato dalle star di Instagram, clan Kardashian-Jenner in prima fila.

Il risultato è un’estetica omologata come gli oggetti esposti nelle vetrine delle griffe più prestigiose.

E se è vero che la campagna di Gucci ha aperto un dibattito che si pone come obiettivo quello di rompere un altro stereotipo fashion, non dimentichiamo che dietro una qualsiasi campagna pubblicitaria c’è sempre il marketing che si pone un unico scopo: purché se ne parli… e si venda il rossetto!

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