Azistrap


Met Ball tra semplicità sovversiva e inutili polemiche

Spetta ai signori uomini la palma d’oro per il look più sensazionale esibito nella serata di Gala del Met Ball che si è svolto a New York per inaugurare la mostra Camp: notes on fashion.

Da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci e profeta indiscusso della rottura dei vecchi schemi alla ricerca di uno stile più libero e irriverente, ad Hamish Bowles, autorevole giornalista di Vogue International, i vip newyorkesi si sono scatenati nell’esibizione di look no gender per ribadire il concetto che non esiste più confine fra maschile e femminile.

Non c’è dubbio che un tale sfoggio di creatività e fantasia faccia bene agli occhi e al cervello in un momento così difficile per il fashion system costretto, da una parte,  a riconquistare il mercato dei consumatori ma, dall’altra, appiattito da una omologazione dilagante.

C’è da dire che, siccome di eccessi non si può ne’ vivere ne’ vestirsi, non è di poco conto la risposta di Miuccia Prada. Ancora una volta, la stilista ha scelto di andare controcorrente invitando tutto il sistema a riflettere e a fermarsi.

“Anche la semplicità può essere sovversiva” ha dichiarato alla fine della sua sfilata crociera a New York alla presenza di attori come Uma Thurman, Naomi Watts, Sofia Coppola e designer come Marc Jacobs con il marito.

“Volevo reagire, ha detto ma soprattutto non accetto l’eccesso a tutti i costi, la moda deve aguzzare l’ingegno e pensare al valore delle cose che la gente indossa davvero: i classici e i pezzi basici del guardaroba che, alla fine, sono gli sessi consumatori a mixare con la loro fantasia creando un nuovo vocabolario dello stile”.

Un messaggio preciso e diretto in contro tendenza con la volontà di stupire dei suoi colleghi e che, forse non casualmente, è stata criticata da Diet Prada, profilo instagram da 1,3 milioni di follower.

Difficile non considerare maliziosa e un po’ di parte, per esempio, la critica alla riedizione della bowling bag, un modello di borsa lanciato con grande successo nella primavera/estate del 2000 e riproposto in edizione limitata.

La domanda è: se critichiamo la moda usa e getta e osanniamo Hermes che continua a riproporre due modelli di borsa come la Kelly e la Birkin, nate rispettivamente addirittura negli anni 50 e 80, perché non piace l’idea che un marchio italiano faccia altrettanto?

 

Galleria immagini