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Facebook, Instagram ed io

Sapete perché una vecchia signora, che guarda ostinatamente avanti e fin da giovanissima, ha vissuto nel mondo della politica, dell’informazione televisiva e della moda, trova interessante e istruttivo il confronto con il variegato e variopinto universo dei social?

Ve lo dico: per quanto mi riguarda, dopo aver lavorato 30 anni in televisione, ho scelto questi strumenti di comunicazione perché, oltre ad essere diventati un osservatorio straordinario e gigantesco dell’evoluzione e rivoluzione del costume, rappresentano un microcosmo di vizi e virtù dove, chiunque, illudendosi di essere protetto da una tastiera, può esprimere il meglio e il peggio del suo “io” più nascosto. 

Lasciando da parte il fenomeno degli “haters”, dei frustrati etc, c’è di tutto: narcisismo, voyeurismo, infantilismo, timidezza, bisogno d’amore, di compagnia o di consenso...possibilità di riempire un vuoto o di trovare un confronto! Più immediata di una seduta psicanalitica, la risposta che dai o che ricevi da chi ti interpella, può essere una terapia consolatoria o stimolante, accarezzare il tuo ego e lenire una ferita del cuore e spronarti a reagire.

Trattasi di cura superficiale certo, ma gratuita oltre al fatto che non c’è bisogno di prendere alcun appuntamento...lo smartphone, oggetto diabolico diventato ormai quasi una protesi del nostro corpo, è sempre pronto a darci una risposta...vi pare poco?

 

Mariella Milani

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