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Pitti Uomo: fra trasformismo e tradizione

Multifunzionale e trasformista. Tradizione sartoriale e ricerca tecnologica. Sono queste le parole chiave della moda maschile che a Pitti Uomo ha presentato le proposte più interessanti e creative per il prossimo autunno/inverno. E nell’ora del trasformismo, il debutto di Parcoats, marchio frutto di una crasi tra parka e coat, è l’esempio più originale.

La collezione prodotta da Giovanni Allegri, dell’omonima famiglia di imprenditori con lunga tradizione nei capi da pioggia, è stata disegnata da Simone Guidarelli e Masha Brigatti, due stylist eclettici e fantasiosi che si sono divertiti a realizzare un parka che è al tempo stesso un cappotto o una giacca da sera. Perché, oggi, quel che fa la differenza è la rivisitazione di capi storici riproposti in modo nuovo. 

L’idea di fondo nasce dalla contaminazione ovvero, tanto per fare un esempio, dalla realizzazione di parka che abbiano dettagli tipici del blazer o dei trench. Un melting pot di 24 pezzi ispirati alla sartorialità anni 70 fondata sul recupero.

Il che significa per esempio, mescolare il casentino e il bouclé alla tela di nylon o al gabardine high tech. L’ispirazione parte dal concetto di tapestry con il contrasto del tessuto e dalla realizzazione di stampe rigorosamente artigianali. Anche i disegni sono dipinti a mano in uno storico setificio di Como. Per ottenere un effetto artistico e lontano anni luce dall’omologazione imperante. 

 

Mariella Milani

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